venerdì 6 marzo 2009

HUMPHRY DAVY




http://it.wikipedia.org/wiki/Humphry_Davy


Sir Humphry Davy (Penzance, 17 dicembre 1778Ginevra, 29 maggio 1829) è stato un chimico inglese.
Davy diventò molto conosciuto grazie ai suoi esperimenti sull'azione fisiologica di alcuni
gas, tra cui il gas esilarante (ossido di diazoto) – sostanza alla quale era assuefatto, e per la quale dichiarò che le sue proprietà possedevano tutti i benefici dell'alcool pur evitandone i difetti. Davy in seguito ebbe la vista danneggiata da un incidente di laboratorio col tricloruro di azoto. Nel 1801 fu nominato professore alla Royal Institution di Gran Bretagna e Compagno della Royal Society, della quale ebbe poi anche la presidenza.


Humphry Davy da giovane.
Nel
1800, Alessandro Volta presentò la propria pila elettrica, precursore delle moderne batterie. Davy usò la propria batteria per separare sali attraverso quella che oggi viene chiamata elettrolisi. Con un certo numero di batterie in serie Davy fu in grado di separare gli elementi di potassio e sodio nel 1807 e calcio, stronzio, bario e magnesio nel 1808. Studiò anche le energie coinvolte nella separazione di questi sali, diventando uno dei padri dell'elettrochimica moderna.
Nel
1812 fu nominato cavaliere, diede una lezione d'addio alla Royal Institution, e sposò una ricca vedova, Jane Apreece. Nell'ottobre 1813 egli e sua moglie, accompagnati da Michael Faraday come assistente scientifico (nonché valletto di corte) viaggiarono in Francia per ritirare una medaglia di cui Napoleone Bonaparte lo aveva insignito per la qualità del suo lavoro in campo elettrochimico. Mentre era a Parigi, Gay-Lussac chiese a Davy di studiare una strana sostanza, ritrovata da Barnard Courtois. Davy provò che si trattava di un elemento, oggi chiamato iodio. Davy ripartì il 29 dicembre 1812, viaggiò verso sud e attraversò Montpellier, Nizza per ritrovarsi infine in Italia.
Dopo aver visitato
Genova, arrivarono a Firenze, dove Davy e Faraday cominciarono una serie di esperimenti, a partire dal 27 marzo 1813. Essi fecero uso dei raggi del Sole per provare che il diamante è composto di carbonio puro, e dunque può prendere fuoco. Il viaggio di Davy proseguì a Roma, Napoli e sul Vesuvio. Il 17 giugno Davy e Faraday erano a Milano, dove incontrarono Alessandro Volta, e continuarono il viaggio a nord verso Ginevra. Tornarono poi in Italia dopo aver visitato Monaco di Baviera e Innsbruck, passarono a Venezia e tornarono a Roma. I loro piani di recarsi poi in Grecia e a Costantinopoli furono abbandonati quando Napoleone scappò dall'Isola d'Elba, e da lì tornarono poi in Inghilterra nel 1815.
Davy proseguì nella costruzione della
lampada di Davy, il cui utilizzo era soprattutto a vantaggio dei minatori, anche se esiste prova che Davy abbia "inventato" questo strumento al pari di un ingegnere, George Stephenson. Davy rivendicò interamente per sé la paternità dell'invenzione.
Davy fu capace di dimostrare che l'
ossigeno non si può ottenere dall'acido muriatico e provò l'esistenza di un altro elemento, che chiamò cloro (lo scopritore del cloro si dice fosse stato Carl Scheele 36 anni prima; eppure, Scheele non era stato in grado di pubblicare le sue scoperte). La scoperta sconvolse il lavoro di Lavoisier, che aveva definito gli acidi come composti dell'ossigeno.
Nel 1815 Davy propose l'idea che gli acidi fossero sostanze contenenti molecole sostituibili di
idrogeno – idrogeni che potevano essere interamente o parzialmente sostituiti da metalli, ipotizzando che quando tali acidi reagiscono coi metalli, si formano i sali. Sempre in queste ipotesi, le basi sarebbero sostanze che, reagendo con gli acidi, formano sali e acqua. Le definizioni furono utili e trovarono ampio consenso per buona parte del XIX secolo, prima che fosse pubblicata la teoria di Brønsted-Lowry.
Nel
1818, fu nominato baronetto.
Nel
1824 propose di installare dei blocchi di ferro alla copertura in rame di una nave, nel primo tentativo di protezione catodica. Mentre il successo fu ampio nella prevenzione della corrosione del rame, il ferro annullava le proprietà protettive della vernice, il cui scopo primario era impedire la crescita di molluschi allo scafo, che così necessitava di lunghe operazioni di pulitura in cantiere.
Davy morì a Ginevra, in Svizzera, principalmente a causa di un collasso respiratorio: il suo
apparato respiratorio, infatti, era seriamente danneggiato da anni di inalazioni chimiche. Il suo assistente di laboratorio, Michael Faraday, continuò il suo lavoro tanto da diventare più famoso e influente del maestro – tanto che Davy in vita già reclamava Faraday come la sua più grande scoperta. Comunque, Davy aveva accusato più volte il suo allievo di plagio, portando Faraday a chiudere con la ricerche sull'elettromagnetismo fino alla morte del suo mentore.

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